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4 Agosto, sono le 3:36 del mattino quando la terra inizia a tremare ad Amatrice.

La popolazione riposa serena sotto i tetti della città,  poi 142 inaspettati secondi di puro terrore, 142 secondi per spazzare al suolo una città,  292 vite perdute.

Cosa sono 142 secondi se li confrontiamo al dolore di una madre, di un fratello, di un marito, quanto tempo occorre per imparare a convivere con la perdita di chi ,come un figlio o un amore, era parte integrante di noi stessi?

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Sono passate alcune settimane dalla tragedia che il nostro bel paese si è visto balenare davanti agli occhi, evidenza crudele di quanto spesso tendiamo a dimenticare: l’uomo è piccolo e la natura è ancora padrona di questo pianeta.

Ma c’è un’ altra cosa che stasera vogliamo che venga ricordata, ed è la ragione per cui stiamo battendo sui tasti di questo computer,  l’uomo è sì piccolo… ma l’umanità è grande, l’umanità è immensa e ciascuno di noi dentro possiede le più alte forme di bellezza.

Ci distinguiamo dal genere animale perché ci è concesso di riconoscere il significato più profondo della parola amore, perché nonostante qualche storica svista abbiamo imparato a riconoscerci come fratelli, perché sappiamo essere uniti, tendere la mano al prossimo, sentirlo vicino al cuore.

Sono stati 18mila gli italiani che la sera del 31 agosto si sono dati appuntamento sul Sentierone a Bergamo per un’ Amatriciana solidale che ha avuto dell’incredibile.

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L’idea era partita una sola settimana prima e si era diffusa a macchia d’olio lungo le vie della città, tra telefonate tweet e social tutti hanno dato il loro contributo per trasmettere la notizia! Un esempio di solidarietà incredibile, un senso di vicinanza e partecipazione tanto forte da scuotere gli animi di tutti. “Avevamo previsto un massimo di 5 mile partecipanti!!” spiegavano gli chef e gli organizzatori sbalorditi. Davanti ai loro occhi un oceano di persone, unite.

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La Federazione italiana cuochi in prima linea, uno squadrone agguerrito ai fornelli! Insieme a loro molti altri Chef e volontari di ogni genere, affissi sui loro ristoranti i cartelli “chiusi per Amatrice”.

La folla è tanto fitta che nonostante gli sforzi inestinguibili dei volontari si creano lunghe code alle casse ed ai banchetti, ed è qui che accade l’incredibile. Abbiamo visto concittadini attendere il proprio turno per ore senza battere ciglio, ingannando il passare del tempo con le risate, senza perdere mai di vista la ragione per cui lo stavano facendo. Vi abbiamo visti in moltissimi attendere alle casse, pagare, senza nemmeno poi consumare il pasto, solo per la voglia di aggiungere la vostra goccia.  SONO STATI COMPLESSIVAMENTE RACCOLTI 170.000 EURO.

La stessa iniziativa è stata riproposta anche a Romano di Lombardia la sera del 17 settembre, una cittadella piccola che ha saputo dare prova di avere un cuore grande. Romano raccoglie anch’essa ben 10.000 EURO da devolvere alle vittime del sisma.

E’ doveroso ringraziarvi  tutti, colleghi e  concittadini, ci avete profondamente commossi.

Lanciamo un invito a voce alta a continuare nel sostegno delle popolazioni colpite.

Perché come canta Renga “Una goccia in più cambia il peso del mare”.

Lo Chef Coria e tutto lo staff del One.

Stesura articolo: Merisi Silvia

 

Un particolare ringraziamento va  a Paolo Agnelli, da cui partì la prima telefonata con la proposta per l’iniziativa ,

A Fabrizio Camer, dirigente della Federazione italiana cuochi

Ai sindaci rispettivamente di Bergamo e Romano, Giorgio Gori e Sebastian Nicoli

A tutti i volontari, vigili del fuoco, unità cinofile, al corpo italiano di soccorso che hanno lavorato e lavorano sul posto.

 

 

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Anche quest’anno partecipiamo con grande affetto alla fiera della patata di Martinengo, paese natale dello Chef Coria, da sempre particolarmente affezionato alle proprie origini ed in generale alle differenti culture e tradizioni eno-gastronomiche locali.

Domenica 18 settembre ritorna la XIV edizione della tanto attesa fiera! Un’occasione preziosa per riscoprire origini e tradizioni dell’amato borgo medioevale di Martinengo.

La patata di Martinengo, un tempo largamente coltivata sul territorio, presenta la caratteristica polpa dal colore bianco o di un leggero giallo, la sua particolarità risiede in alcune caratteristiche organolettiche che le appartengono, dovute al connubio tra microclima e tipologia dei terreni locali.

La città è tradizionalmente una terra adatta alla produzione del tubero e negli ultimi anni si è adoperata, con successo, nel rilanciarne e valorizzarne  la produzione locale, da cui queste splendide iniziative!

Il programma

La giornata si ripropone di riscoprire e valorizzare la cultura antica del loco, tramandandola e salvaguardandola a discapito del tempo che corre.

Sarà un tuffo nel passato, si toccheranno tutte le sfaccettature della tradizione locale, passando dall’abbigliamento,all’ enogastronomia alla riscoperta dei siti storici per finire con esposizioni legate all’oggettistica medioevale.

  • Espositori presentano i loro prodotti tipici ed ovviamente i frutti del loro raccolto di patate, in piazza dalle ore 9.00 alle 18.00
  • Visita guidata ai siti storici della città alle ore 15.00
  • Sfilata storica in costume ore 16.00,
  • a seguire degustazioni ed assaggi a tema in piazza.

Numerosi ristoratori hanno aderito alla giornata proponendo menù o degustazioni a tema, tra i suddetti lo Chef Coria propone una degustazione in piazza con un assaggio di gnocchi!

“Rendere onore alla tradizione con i mezzi a nostra disposizione è un modo splendido per dire grazie, l’Italia è un paese meraviglioso e ricco di particolarità locali preziose ed uniche, siamo fortunati, prendiamocene cura sempre”.

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gnocchi di mais alla fonduta di formaggi d'alpeggio e tartufo nero

A sinistra una rivisitazione della patata dello Chef Coria dettata dalla semplicità. In alto i suoi gnocchi di patata con fonduta di formaggi d’alpeggio e tartufo.

 

La ricetta dello chef: tortino di patate al formaggio

Vi regaliamo in anteprima una ricetta sfiziosa e semplice, tipica della tradizione italiana e capace di valorizzarne i prodotti.

Lo Chef Coria è proprietario del One Restaurant Chicco Coria di Dalmine, lo trovate in via Fra Galgario 1.

Campione d’Europa del gusto e capitano della nazionale italiana cuochi per anni, orgogliosamente originario di Martinengo.

 

 

 

 

#STREET

 

 

img-20160907-wa0007Il 6 settembre ci ha visti protagonisti durante la strepitosa serata Street food nel rinomato hotel Sheraton di Milano!

I grandi della cucina rivelano le loro migliori ricette a tema street! I migliori blogger d’Italia all’assalto!

Ad organizzare l’evento Carlo Vischi, eccentrico food blogger appassionato di alta cucina, ai fornelli i grandi a partire dallo Chef Federico Coria, proprietario del One Restaurant Chicco Coria, proseguendo con Massimo Scotti e Carlo Molon, insomma una serata dallo spessore rilevante, nasce col delizioso intento di lanciare ancora una volta questa tendenza che sembra far impazzire appassionati e novelli del settore!

Proviamo ad entrare nel cuore di questo fenomeno, a scoprire come in realtà dietro alla naturalezza e semplicità che la caratterizzano risiedano una grande cultura e passione! Lo chef Coria ce le racconta.

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DI COSA SI TRATTA?

Come indica il nome lo -STREET- food altri non è che il cibo di strada! Da consumare lungo le vie della città, su una panchina o passeggiando, quando siete di fretta, lo trovate tipicamente nei mercatini, alle fiere e negli ultimi anni sempre di più vengono proposti e riproposti furgoni e truck.

Le caratteristiche? agnelli-termoli

  • le posate e i piatti rigorosamente usa e getta, easy, insomma
  • è economico
  • è comodo e veloce
  • è facilmente reperibile

 

MA C’E’ ALTRO DIETRO ALLO STILE SEMPLICE ED ALLA SPONTANEITA’ TIPICI DELLO STREET?

Come ci spiega appassionatamente lo chef “lo Street contempla importantissimi aspetti culturali, territoriali e tecnici.”

Esso ha infatti forte carattere regionale, spesso addirittura locale, e porta in strada preparazioni tipiche della tradizione eno-gastronomica del luogo.

La bellezza sta dunque nel reinventare i piatti tipici, riscoprire la propria cultura e le proprie radici reinventandosi di giorno in giorno, vengono proposte in forma innovativa ricette e cibi caratteristici, si innova, si segue la tendenza ma senza mai perdere di vista la tipicità del territorio.

Si porta in strada la cultura rendendola leggera e frizzante, accessibile a tutti.

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Rivisitazione della polenta dello Chef Coria

 

Lo street food risveglia inoltre quel piacere di sentirsi parte della tradizione, dei luoghi e dei paesaggi, dà vita alla città, la rende calda e vivace, pensate all’atmosfera di Amsterdam e Parigi ed avrete immediatamente chiara l’idea di calore che voglio trasmettervi.

Infine Lo street food unisce, mangiando insieme in strada si ha la possibilità di mettere  a confronto le diverse tradizioni culinarie e non solo. E’ fondamentalmente un fenomeno basato sull’incontro, sulla comunicazione e socializzazione a completo dispetto delle differenze culturali, sociali ed

economiche delle gente. Si mangia in strada perchè si ama stare in mezzo alla gente.
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DA DOVE NASCE?

 

Lo street food in occidente ritrova le sue origini nel mondo greco, i greci iniziarono infatti dal friggere il pesce per poi venderlo in strada sul porto, l’usanza venne in seguito assorbita dall’impero romano, gran parte del popolo romano usava infatti pranzare in piedi (e solitamente di fretta) nelle tipiche “tabernae” romane.

Questi erano locali che si affacciavano sulla strada, nel retro erano dotati di  cucina e solo rare volte di postazioni a sedere interne. Spesso permettevano ai poveri di riscaldare ciascuno le proprie vivande portate da casa.

Accanto alle tabernae, che potremmo definire più formali, esistevano inoltre i tipici venditori ambulanti che, coperti solitamente da tendaggi improvvisati, vendevano le proprie pietanze in strada.

Ora, a quel tempo la maggior parte della popolazione viveva la maggior pare del suo tempo in strada lavorando e consumava in gran parte pasti fuggenti nelle tabernae appunto o dai venditori ambulanti.

Questa modalità di consumare i pasti si sviluppò a pari passo in tutto il resto del mondo, solo, come spesso accade, trattandosi di un fenomeno legato alla plebe ed alla semplicità non assunse mai grande rilevanza ne mai fù oggetto di particolari attenzioni.

Solo negli ultimi anni l’America lancia la moda, qualcosa che già esisteva e si sviluppava da decenni assume per la prima volta riconoscimento e si espande a macchia d’olio nel mondo.

Una meravigliosa occasione da cogliere, per riscoprire la tradizione e la cultura viva del popolo.

 

PERCHE’ ESPLODE LA TENDENZA?

Semplicissimo: lo street food è un palcoscenico d’eccellenza ed è al tempo stesso democratico.

Permette a chiunque, qualsiasi sia la posizione di partenza, di portare i propri piatti e la propria passione in strada a partire da investimenti assolutamente fattibili.

E’ inoltre un palcoscenisco che se ben sfruttato è ottimo trampolino di lancio, nonchè strumento eccellente per permettere a tutti di scoprire la propria cucina, se unito al palcoscenico digitale composto da tutti i social oggi a nostra disposizione diventa un’occasione imperdibile per far conoscere la propria cucina e mantenersi in vivo contatto con la gente.

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Lo chef Massimo all’evento street. Porta una preparazione scenografica. Il gelato allo zafferano se praparato utilizzando l’azoto è pronto istantaneamente, pronto per essere servito in strada. La folla è divertita.

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Il gelato allo zafferano

 

 

LA RICETTA STREET DELLO CHEF CORIA

Lo Chef ci regala la ricetta per un assaggio sfizioso, magari chissà, potreste riproporla a casa con gli amici durante una serata a tema rubando l’idea a Carlo Vischi!!

Come tutti i cibi di strada è semplice, veloce ed economica.. ed il successo è assicurato!

CANNOLI RIPIENI DI BRANZI 

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Volendo dar risalto alla cultura alimentare lombarda scegliamo il Branzi, un formaggio di fondo valle tipico della nostra tradizione.

L’idea nasce con l’intento di valorizzare un prodotto tipico della nostra provincia ad una preparazione lombarda ovvero la nostra amata cotoletta alla milanese. Lo chef  decide di dare una forma rettangolare ai ravioli, che potrebbero in realtà essere presentati anche nella tipica forma del tortello, questa scelta rende l’idea del perfetto stile street: dei bocconcini, è possibile mangiarli anche con le mani!

Tagliamo il formaggio dandogli una forma rettangolare e lo avvolgiamo in una pasta fresca all’uovo preparata mantenendo la percentuale di un uovo ogni 100 grammi di farina.

Semplicemente lo immergiamo nell’uovo per poi passarlo nella farina ed in fine friggerlo.

Lo serviamo su un piatto di risotto al formaggio, il tutto rigorosamente dentro ad un piatto e con delle posate usa e getta! Et voila! Buon divertimento!

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Dove trovare lo Chef Coria?

Disponibili per eventi a tema e banchettistica, verrete coccolati dal nostro staff.

One Restaurant Chicco Coria di Dalmine via fra Galgario 1

Per info e prenotazioni  chiama il numero 035 370914 o scrivici un messaggio privato direttamente su Facebook! Ti aspettiamo!

Stesura articolo: Merisi Silvia 

 

Lo Chef Chicco Coria, forte di anni di esperienza sul campo, avendo gestito eventi di ogni genere e matrimoni letteralmente “per tutti i gusti” ci dice la sua!!

Ecco le 10 fondamentali regole per gestire al meglio il pranzo più felice della vostra vita!!

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1. CUCINA CLASSICA O ELABORATA?

Partiamo con il dilemma fondamentale che attorciglia i cervelli di tutte le coppie quando si tratta di pranzi nuziali! Qui la questione si fa delicata al pari dell’ “essere non essere shakespeariano”!!!! Bene, manteniamo la calma, e partiamo invece con un approccio completamente differente. Quello che veramente conta non è tanto “classico o elaborato” quanto “cosa pensiamo che gli invitati possano veramente gradire?”.

Qui gli sposi giocano un ruolo fondamentale essendo i diretti conoscenti degli invitati, spetterà loro infatti fornire una descrizione il più accurata possibile riguardo alle loro caratteristiche e gusti. Se sembra un’impresa difficile non disperate, nel pratico sarà lo chef a porvi le giuste domande ed a mettervi nella condizione di rivelargli tutto quello di cui ha bisogno!!

E ricorda…è sempre bene proporre piatti che tutti i commensali conoscano e riconoscano! Quando i tuoi ospiti non sono preparati e decidi di complicarti la vita con  ingredienti complicati e di tendenza rischi di mettere in difficoltà la metà degli invitati! Flop assicurato!

2. MUST HAVE: L’APERITIVO

Più che una regola d’oro, negli ultimi anni l’aperitivo lungo è richiesta costante, e nel 99,9% dei casi rientra   nelle aspettative degli invitati! Un momento di leggerezza e chiacchere a fare da intermezzo alla cerimonia ed al pranzo/cena solitamente prolissi!

Dunque proponiamo l’aperitivo lungo, che funga anche da antipasto, in modo da proseguire poi al tavolo con le restanti portate, in questo modo restringete  i tempi al tavolo ma senza farvi mancare nulla!

 

 

3. IL NUMERO DI PORTATE

Nella nostra esperienza vince l’aperitivo lungo che funga anche da antipasto, al tavolo due sole portate, composte da un primo e da un secondo, terminando in grande con un dolce ad effetto! Evitando sprechi e stupendo con la qualità, la cura e  la fantasia nei piatti da proporre. La quantità eccessiva non permette all’ospite di concentrarsi appieno su quel che sta assaporando, include sprechi, (anche economicamente parlando) e rischia spesso di cadere nel trash, meglio la raffinatezza e l’eleganza che stanno in poche portate curate nel minimo dettaglio.

13100794_1124202757626183_3737159666803144728_n[1]gnocchi di mais alla fonduta di formaggi d'alpeggio e tartufo nero

4. I TEMPI

Semplice e chiaro: mai trattenere gli ospiti al tavolo per più di tre ore!

 

5. COSA NON PUO’ ESSERE SERVITO AD UN MATRIMONIO?

Gli insetti!! Ora vi scapperà una risata, ma quello che intendo in realtà sono tutti quegli “eccessi” (passatemi il termine) che non rientrano nel nostro meraviglioso patrimonio eno-gastronomico. Invitiamo sempre gli invitati a seguire, gastronomicamente parlando, la cultura ed il territorio. Ad esempio si’ al pesce crudo se si parla di tartare e carpaccio, NO al sushi, che seppur delizioso non rientra nella nostra tradizione, preferiamo evitare. ( Fatta ovviamente eccezione per i matrimoni a tema)

 

6. COSA NON PUO’ MANCARE?

BE-5Credo che un buon risotto all’interno di un pranzo riesca sempre a ritagliare il suo ruolo da protagonista, che sia di terra, di mare o di ortaggi il successo è sempre assicurato! Certo è che se dovessi personalmente scegliere proporrei sicuramente un risotto al Brut di Franciacorta.

 

7. ATTENZIONE ALLA LOCATION

Fate attenzione alla sintonia che deve instaurarsi tra il pranzo e la location! Dovete fare in modo che tutto risuoni armonico non esiste nulla di più inopportuno di un pranzo di classe inserito in un ambiente che di classe non è, o viceversa! Dunque scegliete un filone guida e  fate in modo che sia percepibile in ogni singolo aspetto della vostra festa. Ovviamente per quanto riguarda il settore cibo sarà fondamentale interesse dello chef assicurarsi che questo accada, affidatevi sempre a dei veri professionisti che abbiano a cuore il vostro giorno più bello e non solo l’incasso a fine giornata!

 

 

8. QUANTO DEVO SPENDERE?

Devo spendere delle cifre enormi per assicurarmi di avere il meglio?

Parlate con me che in cucina ho deciso di sposare una filosofia precisa: quando una cosa è bella è un peccato non permettere a tutti di goderne e di scoprirla!! Dunque NO! Non è necessario spendere cifre impossibili: qualità e prezzi contenuti non sono necessariamente antagonisti!

Come fare nel pratico? Mantenersi su un alto livello di materia prima sempre, ma poco elaborata, unita alla scelta dei piatti che non contengano mai più di tre ingredienti, sempre ad effetto, pietanze colorate, eleganti ma di semplice esecuzione!

 

9. IL SERVIZIO

IMG-20160603-WA0028Inutile dire quanto importante sia un ottimo servizio e quando positivamente influisca sulla percezione degli ospiti, che si parli di velocità, cortesia o disponibilità occorre essere impeccabili. Da unire a tutto quanto il resto, importantissima la presentazione dei tavoli, fondamentali i fiori ( da abbinare rigorosamente alla stagione! ) e per finire, ma non meno importante, la scelta musicale.

 

 

10. IL DOLCE

In fine…che dire del finale?? La tradizione parla chiaro: assolutamente si’ alla torta nuziale, magari scegliamola non troppo appariscente ma con una decorazione particolare e di classe.

Quello che io veramente amo in aggiunta alla torta è un’organizzazione a step dei dolci. Cosa intendo? Partendo dalla frutta, salendo con le creme e terminando in grande con il cioccolato, il tutto abbinato a tre vini differenti per arrivare finalmente al taglio della torta!

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Chef Federico Coria proprietario del One Restaurant Chicco Coria.

Garanzia nel mondo del catering, da anni organizza cene per eventi su misura di ogni genere e matrimoni.

Dalmine via fra Galgario 1

Per info e prenotazioni 035370914

Ph in associazione a Bergamo Economia magazine

Stesura articolo Merisi Silvia

 

 

 

REGOLE D’ORO

 

Il matrimonio tra un formaggio, altri alimenti o bevende, deve sempre mettere in risalto ciascuno dei singoli componenti presenti sulla tavola.

L’abbinamento in cui uno dei fattori sovrasta gli altri, invece di esaltarli e dar loro slancio, risulta sempre perdente, è la regola d’oro fondamentale da tenere sempre presente, e non vale solo per i formaggi! E’ la regola guida per abbinare qualsiasi cosa, che ci si trovi in cucina, all’interno di un’enoteca piuttosto che in uno studio di design, nella vita, nell’amore, è la regola dell’armonia.

Tornando ai formaggi, trovare il compagno ideale per un formaggio non è impresa facile! Come appena illustrato l’importante sta nel non coprire le caratteristiche organolettiche del prodotto, da evitare quindi assolutamente cibi e bevande dai sapori particolarmente intensi e persistenti.

Nel voler abbinare un formaggio avete due alternative:

-potete scegliere la via della CONCORDANZA, abbinando ad esempio un formaggio dolce ad una confettura o ad una gelatina ed uno piccante ad una mostarda

-oppure seguire la filosofia del CONTRASTO secondo cui un formaggio assai sapido, magari erborinato, può essere abbinato al miele.

Cioccolato con Gorgonzola Guffanti & Mozzarella con olive taggiasche e basilico

 QUALI ALIMENTI POSSO ABBINARE AD UN FORMAGGIO?

In una degustazione non possono assolutamente mancare i due compagni fondamentali del formaggio: il pane ed il vino, ritenuti nell’antichità gli unici abbinamenti  possibili. Data la ricchezza delle varietà di questi due interessantissimi elementi sul territorio italiano,  risulterebbe opportuno conoscerne e riconoscerne le caratteristiche.

Oltre a questi due elementi base altre variabili possibili, a scelta e preferenza, possono essere:

  • Miele,                                                                                            BU_016
  • Conserve dolci quali confetture e gelatine
  • Conserve piccanti come le mostarde di frutta e verdura.

Ancora abbiamo ortaggi, frutta fresca e secca ed olio extravergine di oliva.

Riguardo alle bevande?

Oltre al vino, bianco, rosso o passito, possiamo abbinare anche della semplice acqua prestando attenzione alla scelta del grado di frizzantezza, l’acqua piatta richiede l’abbinamento di tipologie specifiche di formaggio. Abbiamo poi la birra, tè, tisane e distillati alcolici.

FORMAGGIO & VINO: IL MATRIMONIO PERFETTO

Primo appunto: non è necessario avere a che fare con un vino pregiatissimo o costosissimo per vincere BU_014con l’accostamento, è sempre meglio un abbinamento semplice ma equilibrato di un tentativo pomposo ma azzardato col rischio poi di cadere nella disarmonia.

Sicuramente la scelta dell’accostamento non è impresa da nulla in quanto dovremmo essere in grado di conoscere in modo preciso le sensazioni che formaggi e vini suscitano.

Iniziamo semplificando: innanzitutto prestiamo attenzione alla zona di provenienza del formaggio: molti vini si sposano naturalmente con le eccellenze dei formaggi prodotti nella medesima zona.

La regola base comunque ci dice che al crescere dell’intensità delle sensazioni organolettiche del formaggio, anche le sensazioni e gli stimoli gustativi fornitici dal vino abbinato devono andare crescendo proporzionalmente.

ESEMPI DI ABBINAMENTI SULLA BASE DELLA ZONA DI PROVENIENZA:

  • Il Pecorino Toscano sposa il Chianti classico
  • La Burrata il Gioia del Colle Bianco
  • La Toma piemontese il Barbera d’Alba

 

COME ABBINARE I FORMAGGI FRESCHI

Con i formaggi freschi, di tipo molle dal sapore neutro o leggermente dolce il vino da proporre non può cadere su una variante impegnativa, un vino bianco leggero, ricco di freschezza rima perfettamente con questa tipologia di formaggi senza rischiare di sovrastarne il sapore.

Per fare colpo:

  • La Burrata in abbinamento ad uno spumante Franciacorta Satén prodotto con uve Chardonnay
  • La Robiola di Roccaverano non stagionata ed un Langhe Bianco

Con i freschi a pasta molle, saporiti o tendenti al piccante a bassa stagionatura è sempre opportuno abbinare un bianco ma questa volta dotato di maggiore intensità gustativa

  • Scegliamo di abbinare un Quartirolo ad un Collio Pinot Bianco ( aroma di fiori bianchi e grande delicatezza) o ad un Monreale Chardonnay (corposo, intenso, vino complesso)

Terminiamo con i formaggi freschi di latte ovino e caprino a cui poter abbinare vini rosati e rossi giovani, ad esempio un Pecorino Primo Sale sposa perfettamente un Sannio Piedirosso dal sapore armonico.

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COM ABBINARE I FORMAGGI LEGGERMENTE STAGIONATI

Con i formaggi di media stagionatura il vino da proporre è senza dubbio un rosso con profumi di frutti rossi e rosa selvatica vedi una fontina abbinata ad un Valle d’Aosta Petit Rouge.

E QUELLI MOLTO STAGIONATI?

Come spiegato precedentemente se all’aumentare dell’intensità gustativa del formaggio deve accompagnarsi il crescere d’intensità anche nella scelta del vino nel caso dei formaggi ad alta stagionatura il vino dovrà essere un vino di forte carattere, sicuramente un rosso invecchiato, sapido e ricco di profumi come prugna secca, marmellata di frutta, spezie e tostato.

Prova ad abbinare un Valtellina Sforzato ad un Bitto stagionato.

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ABBINARE I FORMAGGI ERBORINATI

Innanzitutto, per chi fosse alle primissime armi l’erborinatura è semplicemente una tecnica di lavorazione casearia volta a sviluppare muffe nella pasta del formaggio, si parla di quei formaggi che presentano le tipiche striature e chiazze dai colori verdi-blu, questi formaggi vengono anche definiti formaggi blu (fromage bleu) proprio a causa i questa loro peculiarità.

Abbinando questa tipologia di prodotti bisogna prestare particolare attenzione, il rischio che corriamo è  di rendere stucchevole o sovraffolata di sapori la composizione.

Abbiniamo un vino che sia dolce, liquoroso ed aromatico come un Marsala o i passiti a dare un quadro armonioso. Prova ad abbinare il Gorgonzola con un Marsala Superiore secco invecchiato di almeno tre anni o ad un Castelmagno stagionato un Vin Santo del Chianti Classico Secco

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POSSO ABBINARE ALTRE BEVANDE?

  • La bevanda del momento, trend attuale: la birra

Le birre chiare leggere e poco amare si accompagnano ai formaggi freschi, i formaggi stagionati necessitano invece di un abbinamento di maggiore carattere, vanno abbinati a birre con caratteristiche sensoriali complesse

  • La salutare: l’acqua

Attenzione alla componente “bollicine” perché risulta fondamentale: un acqua piatta bacia formaggi poco stagionati e di scarso impatto gustativo e olfattivo come ad esempio la Mozzarella piuttosto che i Tomini freschi. A mano a mano che aumenta l’intensità del formaggio va aumentata la quantità di gas ( ad esempio degustando il Parmigiano Reggiano )

  • L’orientale: il tè

Abbiamo un’ampissima scala di varietà di questa bevanda,

il tè verde stimola la salivazione si sposa dunque alla perfezione con formaggi come Crescenza e Burrata, la Fontina si adatta ad un tè Oolong di Formosa semifermentato, abbiniamo poi la Toma stagionata al tè nero fermentato indiano. Per chi ama osare con i sapori forti può sperimentare l’abbinamento di prodotti affumicati ad un tè esso stesso affumicato!!

Immaginate ora un’occasione speciale ed i vostri ospiti a bocca aperta davanti ad un tavolo decorato in stile orientale imbandito con formaggi di ogni genere e qualità nei più fantasiosi abbinamenti ai tè! Inutile dire che il vostro banchetto lascerebbe il segno!

  • I duri: i distillati

potete servirli durante tutto il pasto ed accompagnarli ad alcuni formaggi, ma non nego che sia decisamente difficile. Tra le varie possibilità abbiamo la Grappa da poter accompagnare a formaggi stagionati e a pasta dura e cotta.

Direi che per oggi vi ho rivelato sufficienti segreti, un caro saluto ed alla prossima!

Chef Chicco Coria,

ci trovate al One Restaurant Chicco Coria di Dalmine

Photos by Bergamo Economia Magazine

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Chef Chicco Coria proprietario del One Restaurant Chicco Coria

Dalmine via Fra Galgario 1, per info e prenotazioni 035370914

Photo by Bergamo Economia Magazine

Stesura articolo Silvia Merisi

 

 

 

Un’eccezionale serata a tema cheese!

Abbiamo preso parte, con enorme piacere e soddisfazione, alla prima tappa dell’ Italian cheese award tour  nella nostra amata Bergamo.

L’incontro si è tenuto presso il Bù Bar (vincitore del premio -Miglior cheese bar dell’anno-), e’ qui che si è svolta la prima delle quattro serate in programma per il gran concorso: 4 tappe nei migliori “luoghi del formaggio” al fine di promuovere le eccellenze casearie italiane, immersi nel mondo del cheese, scoprendo ed assaporando il “meglio del prodotto italiano”.

Protagonisti i formaggi premiati con la statuetta, per una serata di alto calibro culturale, tradizionale e culinario.

Ai fornelli per l’ occasione il rinomato Chef Federico Coria, Il food della serata porta la sua firma! Proprietario del One Restaurant Chicco Coria, grandissimo appassionato di arte culinaria nonché coautore del libro “Formaggi italiani”. Insieme al grandioso esperto di formaggi Alberto Macromini aprono con una presentazione a fronte di un gran numero di appassionati, giornalisti e buyer.  Alla presenza anche del carissimo sindaco di Bergamo e di Bergamo Economia Magazine sul quale uscirà prossimamente un articolo a questo riguardo!

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In apertura a deliziare gli ospiti un buffet adatto ad imperatori e regine, interamente ricoperto dalle eccellenze casearie in abbinamento scelto dei vini di cui vi proponiamo una gallery veloce…

Prosegue la serata degustazione con mini delizie solo ed esclusivamente a tema, ci inoltriamo tra fantasiose ed innovative combinazioni di profumi e sapori, sul palato vortici di gusto da capogiro in abbinamento a vini squisiti.

Incontriamo i mille modi in cui possiamo scegliere di rivisitare un formaggio, si passa dallo Steiner con confettura di peperoni all’abbinamento Gorgonzola-cioccolato, alle fritture ripiene di formaggio fuso, decine di piccoli bocconi ricchi di fantasia e carattere. Continuando in grande con i piatti caldi, tra cui dei paccheri al Castelmagno dalla -leggerezza- e al contempo -decisione- toccanti, a seguire un risotto al Parmigiano 24 mesi  terminando con una serie di dolci e gelati sublimi.

Insomma, una serata indimenticabile per grandi appassionati ed intenditori, all’interno di due mondi, quello caseario e culinario, che da sempre danno all’Italia motivo di grande vanto ed orgoglio.

 

Chef Chicco Coria proprietario del One Restaurant Chicco Coria

Dalmine via Fra Galgario 1, per info e prenotazioni 035370914

Photo by Bergamo Economia Magazine

Stesura articolo Silvia Merisi